Si tratta di una disciplina medica, e specializzazione sanitaria, del ramo oculistico, piuttosto recente rispetto a quella del medico oculista. Le prime notizie sull’ortottica, e figura dell’ortottista, risalgono al VII° secolo d. C. e riguardano un medico greco Paulus Aeginta. Mentre, in Italia la prima scuola universitaria che attesta la professionalità, quanto l’ambito operativo, è datata 1955.
Tale disciplina, medico-riabilitativa, è mirata alla prevenzione e valutazione delle carenze muscolari e sensoriali, che gravano sull’occhio e limitrofi, e della loro riabilitazione. Azione terapeutica che avviene tramite tecniche ed esercizi mirati, e coinvolge il movimento dell’intero organo visivo. Una sorta di esercizio fisico, ottimale per il recupero del tono muscolare degli occhi e delle sue specificità; così come l’ortottico (professionista medico sanitario, assistente in oftalmologia) è lo specialista che ne esegue la riabilitazione.
Dunque, si tratta di un settore specifico, quanto importante, che ha come obiettivo quello di risolvere problematiche di ambito oculistico.
L’ortottista chi è e cosa fa?
È un professionista medico sanitario, “dottore in ortottica”, con precise competenze in campo oftalmico. Nello specifico si occupa di prevenire, valutare e riabilitare tutte le anomalie e i disturbi dei movimenti dell’occhio e della visione. Grazie al suo percorso di studi (in medicina), specifico per la sua figura, ha competenze ben precise, pur non essendo un medico, è dottore in ambito medico-sanitario.
Tali competenze lo abilitano a:
- prevenire, valutare e riabilitare la riduzione della visione binoculare
- prevenire, valutare e riabilitare l’ipovisione
- può fare consulenze per migliorare la lettura di persone DSA
- prevenire, valutare e riabilitare l’astenopia (sindrome dell’affaticamento visivo, oggi molto diffusa)
- potenziare o riabilitare le capacità visivo-sportive di atleti di tutte le discipline e categorie, o eliminare posture scorrette (es. visual training e cover test)
- collaborare con equipe mediche nella riabilitazione di pazienti neurologici o vittime di gravi traumi cranici
- assistere il medico oculista nella valutazione dei difetti gravi della vista e durante gli esami strumentali, necessari per specifiche patologie oculari
- svolge la propria attività in sinergia con l’oftalmologo (oculista) per approfondire in team lo scenario traumatico o patologico